Foto: da fonti aperte
Un forno a microonde può effettivamente bloccare temporaneamente il segnale del portachiavi, ma a causa dei rischi e dell’inaffidabilità, questo metodo non è considerato sicuro.
Fonte:
In Europa si sta diffondendo un modo insolito di proteggere le auto dai furti: gli automobilisti hanno iniziato a conservare le chiavi nei forni a microonde, usandoli come “scudo” improvvisato contro gli hacker, scrive Indian Defence Review.
Si tratta dei cosiddetti attacchi a staffetta: i ladri usano antenne per intercettare il segnale di accesso senza chiave da un portachiavi in casa e trasmetterlo all’auto. Di conseguenza, l’auto “pensa” che la chiave sia nelle vicinanze e si apre senza alcuna manomissione.
Questo è stato lo schema utilizzato per rubare un SUV alla famiglia di Edmund King, presidente dell’Automobile Association. In seguito ha iniziato a conservare la chiave in una custodia speciale e a metterla anche nel forno a microonde.
Come funziona la “difesa a microonde
Un forno a microonde spento agisce come una gabbia di Faraday: la struttura metallica blocca i segnali radio. Questo impedisce ai ladri di “catturare” il segnale della chiave e di trasmetterlo all’auto.
Gli esperti avvertono: questo metodo può essere pericoloso. Se si accende accidentalmente un forno a microonde con le chiavi all’interno, l’elettronica del portachiavi si brucia immediatamente e il forno stesso può funzionare male o addirittura prendere fuoco.
Inoltre, non tutti i forni a microonde offrono una schermatura perfetta: il segnale può “trapelare” attraverso le fessure.
Gli esperti raccomandano invece opzioni più sicure:
- l’uso di coperture o di scatole di Faraday;
- tenere le chiavi lontano da porte e finestre;
- mezzi di protezione meccanici supplementari (ad esempio, un bloccasterzo).
Secondo la polizia, il numero di furti di auto che utilizzano metodi elettronici è in aumento, costringendo gli automobilisti a cercare metodi di protezione non standard.
Il sito non è sicuro! Tutti i vostri dati sono a rischio: password, cronologia del browser, foto personali, carte bancarie e altri dati personali saranno utilizzati dagli aggressori.

